Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Per anni siamo riusciti a mantenere quell’equilibrio.
Precario, sottile, silenzioso.
Ma reale.
Ci siamo allontanati e riavvicinati più volte di quante riesca a ricordare.
Sempre con lo stesso schema: silenzi lunghi, contatti brevi, parole leggere che nascondevano molto di più.
Ogni tanto uno scriveva, l’altro rispondeva.
Mai troppo.
Mai troppo poco.
Era come se ci fossimo dati un tacito accordo:
restare vicini quel tanto che basta per non perderci,
ma mai abbastanza da metterci davvero in discussione.
Nel frattempo, le nostre vite continuavano a scorrere.
Il mondo non si era fermato per noi.
Tu eri fidanzato.
Una presenza costante, discreta, che non nominavi quasi mai.
Ma lei c’era.
E lo sapevo.
Io, invece, costruivo giorno dopo giorno una vita stabile.
Fatta di certezze, di progetti condivisi, di “noi” detti ad alta voce.
Una relazione sana, lineare, concreta.
E poi, a un certo punto, ho deciso di sposarmi.
Non è stata una decisione improvvisa.
C'ero arrivata piano, per passi misurati.
Con la testa.
Con il senso del dovere.
Con l’idea di meritarmi una felicità fatta di presenza, affidabilità, quotidianità.
E lo amavo, sì.
A modo mio.
Un modo più calmo, più adulto, meno esplosivo.
Ma sincero.
Era un amore che non mi faceva tremare le mani, ma mi teneva ferma i piedi.
Non mi faceva perdere il fiato, ma mi faceva respirare meglio.
Non mi teneva sveglia la notte, ma mi dava la certezza di potermi addormentare in pace.
Con lui non c’erano attese estenuanti, ritorni improvvisi, parole da decifrare.
C’erano i giorni che si succedevano l’uno all’altro senza il bisogno di rincorrersi.
C’era la solidità di un affetto costruito con gesti semplici e costanti.
C’era la certezza e non l’ossessione.
La stabilità e non il vuoto da riempire.
Con te…
Con te sarebbe stato diverso.
Più istinto che ragione.
Più fame che pace.
Un amore che avrebbe divorato, non nutrito.
Che avrebbe acceso ogni senso ma consumato ogni equilibrio.
Un amore fatto di attese e di sguardi che chiedono senza parlare.
Con te sarebbe stato il fuoco.
Con lui, è stato il focolare.
Ma per costruire una vita non basta bruciare.
Serve scaldarsi. Ogni giorno.
In silenzio. Con costanza.
E allora ho capito…
L’amore non è sempre quello che ti travolge.
È, piuttosto, quello che ti accoglie.
Non sempre fa battere il cuore all’impazzata, ma sa tenerlo al sicuro, quando tutto il resto vacilla.